TIRACCONTOUNASTORIA
2015 Una lunga fune transita tra cielo e terra come volesse avvicinarli. Un’altra fune li congiunge tra loro come fosse un cordone ombelicale. Poi ce n’è qualcuna che parrebbe servire a sorreggere solo qualche logoro pantalone. Altre più audaci e cautamente invisibili, come radici si nascondono qua e là, al buio, anche tra gli spettatori. Le corde, si sa, sono state create per legare, questo è noto. O perlomeno da quando Godot esiste, se esiste. Certo è che qualcuno lo attende come si fa con il giorno o la notte. Bisognerebbe trovare il tempo per farlo; o perderlo, il tempo. Quanto ne occorre per sciogliere i nodi che la vita impone? Basterebbe un cappello  pensatore per districarli tutti. In questa località chiamata palco – come direbbe l’autore – in questa culla dei sogni, uno lo può fare: questo auguriamo allo spettatore. Giusto il tempo di una ninna nanna per sognare di copricapi colorati, di carote, rape e cipolle. Assisteremo alla creazione, quella dei gesti sia ben inteso, e vi penseremo qualcosa cantandovi le parole di Beckett. Una volta desti fingeremo che non sia successo nulla; staremo qui, lo faremo con piacere, Aspettando Godot.
Aspettando Godot
Regia: Diego Willy Corna, Compagnia Con_Creta